Luminanza è un termine preso in prestito dall’elettronica e che si riferisce al segnale di trasporto delle immagini televisive in bianco e nero; il suo significato si correla direttamente al valore elettrico rappresentato: valori minimi per tonalità scure, valori massimi per tonalità chiare e luminose.

Per realizzare le Luminanze uso il pennello intriso nel diluente, su pannelli di polistirene. Il diluente scioglie il polistirene, solcandone la superfice secondo la pronuncia impressa alla pennellata. Ho rinunciato al colore ma non all’azione che lo genera, al gesto.

Luminanza 10 “Setole” – Luminance 10 “Bristles”

Questa combinazione espressiva, ovvero pennello, medium corrosivo e supporto “corruttibile”, mi permette di elaborare, attraverso il gesto pittorico, una grafìa composta di cadenze antimateriche, influenzata dall’intensità-velocità del tratto e alla modulazione da un gesto all’altro.
Il risultato è plastico. Lavoro sul piano, retrocedendolo. Però non giro intorno all’opera. Semmai l’approccio frontalmente con i mezzi, i movimenti e la forma mentis del fare pittorico.

Ricerco la rappresentazione del colore intuito nello spazio, strutturando linee melodiche che al principio sono fatte d’ombra. Esprimo ciò con un linguaggio esclusivamente segnico e strettamente legato alla Luce. Le Luminanze hanno al loro interno solo relazioni tonali. L’unica relazione timbrica possibile è nel contesto che le accomuna ad un Interprete.

Luminanza 7 “Risorse” – Luminance 7 “Resources”

Racconto dell’isolamento e dell’estromissione dal confronto pubblico, del più antico linguaggio tramandato, la Pittura. Negazione compiuta rivolgendole contro le sua stesse modalità proliferative.
Lo racconto pubblicando una pittura priva del suo componente più ovvio: il pigmento.

Sì, le mie Luminanze, nella loro carenza timbrica, vogliono essere aforismi del silenzio, ma in esse intendo manifestarvi chiaramente l’angolazione dei gesti, la velocità e la pressione dinamica delle pennellate: l’azione.

Luminanza 4 “Malinconia” – Luminance 4 “Spleen”

Con le Luminanze voglio mostrare che i Princìpi della Pittura sovrastano e sono indipendenti dalle proprie stesse tecniche. Desaturo l’ambiente dal surplus degli eventi visivi, evidenziando il percorso mentale della linea che va a caccia della luce, senza le inferenze del colore. La Pittura immette nel dialogo un segnale codificato, interponendo un sistema di segni tra l’interprete e il supporto, che pure ne influenza le qualità espressive; nelle Luminanze trasmetto direttamente l’idea, senza sovrapporla sulla materia: il supporto è Sensibile, è corroso dal segno, ne è consumato e dissolto: è un Luogo dov’è inciso un avvenimento mnemonico decisivo, è vittima di un trauma chimico. Il suo Dentro è Fuori ed è nudo agli occhi dell’Interprete.
La materia delle Luminanze è il supporto stesso nella sua stessa dissolvenza, è registrazione in corso, memoria attiva dell’agire, del comunicare.

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